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Privacy violata negli hotel: come evitare che un soggiorno diventi un incubo informatico

Il caso che fa discutere

Nei mesi scorsi, almeno quattro hotel italiani di fascia alta (tra cui Venezia, Ischia, Milano Marittima e Trieste) sono stati vittime di un attacco informatico. Grazie a questa violazione, circa 90.000 documenti d’identità di ospiti – dai passaporti alle patenti – sono finiti nel Dark Web, in vendita a prezzi elevati (Corriere Roma).

Il vero problema? La gestione dei dati personali

Spesso, documenti raccolti per adempiere formalità amministrative rimangono memorizzati oppure digitati in sistemi non conformi, aumentando il rischio di esposizione in caso di attacchi.

Le misure per proteggerci (e proteggerli)

  • Politica “Zero copie”: acquisire i documenti solo per il tempo strettamente necessario, poi eliminarli definitivamente.
  • Integrazione sicura: gestire i documenti attraverso portali protetti (come “Alloggiati web”) della Polizia di Stato.
  • Audit e monitoraggio: verificare anomalie su sistemi, restringere accessi e aggiornare costantemente le difese digitali.
  • Risposta rapida e trasparenza: in caso di violazione, comunicare tempestivamente agli ospiti e alle autorità competenti, come suggerisce l’AgID.

Il ruolo chiave di CLIMB

CLIMB supporta le strutture ricettive con:

  • Soluzioni tecnologiche per la registrazione e l’archiviazione sicura dei documenti
  • Automazione per la cancellazione post-check-in
  • Piani di sicurezza IT progettati per proteggere ogni dato sensibile
  • Formazione sul GDPR e sulle best practice operative